Promotori Sociali Volontari

Essere Promotori Sociali Volontari in ACLI vuol dire entrare a far parte di un gruppo di persone che si impegnano quotidianamente nei progetti e nei servizi per rispondere ai bisogni dei cittadini e alle tante richieste di aiuto che ci arrivano ogni giorno, ma anche far parte di un grande movimento che si impegna quotidianamente per promuovere il bene comune e tutelare i diritti delle persone.

Diventa un Promotore Sociale Volontario ACLI aps provincia Alessandria, avrai la possibilità di fare qualcosa di grande e di aiutare molte persone, potrai contribuire a:

  • supportare le nostre sedi provinciali nei servizi a sostegno degli utenti;
  • supportare nell’ambito dei progetti che organizziamo come “Mondo assistenza. Servizi in rete”;
  • supportare e portare avanti il progetto “Family Care – Punto Famiglie”;
  • supportare il Segretariato Sociale all’interno del carcere di Alessandria;
  • promuovere l’organizzazione di eventi culturali e di sensibilizzazione e manifestazioni sportive con un coinvolgimento nelle attività di Unione Sportiva ACLI;
  • supportare le attività dei nostri Circoli in tutta la provincia e promuovere i servizi nei Circoli;
  • promuovere e divulgare le informazioni e fare rete con le realtà istituzionali e associative del territorio;
  • promuovere eventi e dibattiti sulla vita comunitaria e sull’ambiente che ci circonda;
  • promuovere le attività del Centro Turistico ACLI (CTA ACLI) organizzando gite e viaggi;
  • creare nuove attività con la Federazione Anziani e Pensionati delle ACLI (FAP ACLI).

Solidarietà sociale, diritti, gratuità, competenza, dialogo, ascolto, informazioni, assistenza, tutela sono alcune delle parole chiave che caratterizzano il mondo ACLI, se anche tu credi in queste parole UNISCITI a noi … anche un’ora alla settimana del tuo tempo può essere un aiuto prezioso!

Compila il form qui di seguito e sarai contattato per un primo incontro conoscitivo per capire i tuoi interessi, le tue aspettative, le tue disponibilità, ma soprattutto in quale ambito ti piacerebbe essere coinvolto. In ACLI, infatti, puoi fare del bene facendo quello che più ti piace fare e per cui ti senti più portato:

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I Promotori Sociali Volontari rappresentano la caratteristica forse più originale e distintiva del Patronato ACLI: sono uomini e donne che mettono a disposizione gratuitamente il loro tempo per aiutare le persone ad affrontare e risolvere problemi di natura previdenziale, assistenziale, socio-sanitaria e perfino fiscale. 
Chiamati, fino al luglio 2002 “addetti sociali”, i promotori svolgono un lavoro poco conosciuto e forse ancor meno riconosciuto. Un lavoro che tende a creare – nella trama delle azioni quotidiane – legami solidaristici, relazioni di fiducia e affidamento all’interno delle realtà territoriali. Si tratta di un impegno che sempre più chiede conoscenze e competenze specialistiche ma che non si esaurisce in esse e che considera i diritti dell’altra/o in primo luogo come doveri per sé. Si tratta di un impegno che difficilmente conosce gli “onori della cronaca”, come succede per tutti i lavori “di cura”. 
Quella dei promotori sociali rappresenta dunque una esperienza fondamentale e costitutiva del Patronato ACLI, che non trova riscontro in altri patronati e che si caratterizza per l’appunto come forma specialissima e originale di volontariato, connotata da alcuni elementi costanti e imprescindibili: chi fa volontariato al Patronato ACLI, infatti :

  • decide di dedicare una porzione importante del suo tempo e di farlo in modo continuativo e costante;
  • si impegna a studiare e ad aggiornarsi; 
- si obbliga ad osservare tempi e scadenze rigide;
  • si relaziona con tanti soggetti diversi, istituzionali e non, presenti sul suo territorio;
  • si ingegna spesso a trovare soluzioni inedite per le tante diverse esigenze che si trova ad affrontare.

Sin dalla nascita, i promotori hanno rappresentato il cardine dell’iniziativa sociale del Patronato ACLI, espressa attraverso l’istituto dei “Segretariati del Popolo”. 
Nella prima circolare del 1945, i Segretariati del popolo sono definiti “punto di partenza e fulcro principale dell’azione sociale” del Patronato. 
Mutuato dall’esperienza cattolico-sociale del periodo prefascista, il Segretariato del popolo quasi si identifica, nella storia del Patronato ACLI con la figura dell’addetto sociale: responsabile e animatore del Segretariato del Popolo è l’addetto sociale… che nel comune, nella parrocchia, nella fabbrica, nel sanatorio o altrove dà sostanza di opere e concretezza di azione ai programmi e alle finalità del Patronato. E sarà proprio dalla sua capacità e dalla sua dedizione che i lavoratori giudicheranno il Patronato ACLI come le stesse ACLI e la loro azione a favore dei lavoratori”. 
Come si legge nel “Manuale dell’addetto sociale”, “L’addetto sociale si trova in continuo e diretto contatto con il lavoratore… E’ un rapporto umano che si sviluppa attorno ad una pratica. Non è solo un rapporto tecnico o burocratico, giacchè il lavoratore, qualunque sia la decisione che l’addetto sociale deve comunicargli, sempre deve sentire il calore umano che viene da chi l’ha accolto con spirito di cristiana solidarietà e di piena comprensione. E’ questo un segno caratteristico che, se deve contraddistinguere ogni opera di previdenza e assistenza rivolta ai lavoratori, vale ancora di più per quella del Patronato ACLI per lo spirito che lo anima e per la sua così piena e concreta partecipazione al grande movimento dei lavoratori cristiani”. 

Il cambio di denominazione da “Addetto Sociale” in “Promotore Sociale” è intervenuto in concomitanza con le modifiche statutarie nel mese di luglio 2002, per significare le trasformazioni che hanno investito questa specialissima figura di volontari e le nuove responsabilità che la caratterizzano. Nelle dinamiche del nuovo Welfare, infatti, i volontari del Patronato ACLI sono oggi chiamati a diventare promotori delle opportunità attraverso l’informazione, l’assistenza, e sempre di più la consulenza e l’orientamento sociale in coerenza con i nuovi compiti previsti dalla legge di riforma dei patronati (L.152/2001) e da quella di riforma dei servizi sociali (L.328/2000).