Come ACLI, esprimiamo la nostra vicinanza a tutte e tutti coloro che, anche a rischio personale, stanno scendendo in piazza per difendere democrazia e libertà civili.
Negli Stati Uniti l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti a Minneapolis da parte degli agenti dell’ICE, dopo quella di Renée Goode avvenuta in circostanze simili, e le intimidazioni contro chi protesta e chi informa (come accaduto a una troupe RAI), mostrano un quadro sempre più grave.
È evidente che l’Amministrazione Trump sta usando la forza poliziesca non solo contro i migranti, ma anche contro chi dissente. Siamo di fronte a un attacco allo Stato di diritto, che sembra garantire sicurezza solo a chi è ricco e privilegiato, mentre altri rischiano irruzioni arbitrarie e violenze impunite.
Questa preoccupazione è stata espressa anche da autorevoli voci della Chiesa negli USA, come i cardinali Cupich, McElroy e Tobin, che hanno denunciato la deriva in corso nel loro Paese.
Un segno di speranza viene dalle prese di posizione di molti leader religiosi e dalle manifestazioni di tanti cittadini americani. Come hanno scritto Barack e Michelle Obama, spetta a ciascuno di noi opporsi all’ingiustizia, difendere le libertà fondamentali e rendere responsabile il governo.
Ufficio Stampa ACLI – 26/01/2026




